|
Con questa pubblicazione
il Comune di Parzanica dà seguito ad un'esperienza editoriale,
quella dei "Quaderni di cultura e di storia locale", con la quale,
intende perseguire due obbiettivi, tra di loro complementari: far
conoscere Parzanica fuori dai confini del Comune, per valorizzarne
le molte risorse ambientali e far conoscere ai Parzé (questo
il nome originario dei suoi abitanti) le loro radici. Radici antichissime,
che risalgono nei secoli fino a quando si perde la memoria, per
mancanza di documenti.
|
 |
|
In
questo numero zero di "Parzé" offriamo al lettore un cenno
della storia e delle origini di Parzanica e alcuni itinerari percorribili
e godibili, di sicuro fascino paesaggistico e naturalistico. Nel
contempo, focalizzando l'obbiettivo sui primi anni dell'Ottocento,
offriamo ai "Parzé" il recupero di un popolo scomparso, ma
ancora vivo nella memoria. Lo "Stato d'anime" della Parrocchia di
S.Colombano ha consentito di ricostruire il paese così com'era
agli inizi di due secoli or sono. Un paese che è nella sostanza
una grande famiglia di uomini liberi dove i singoli ceppi famigliari
si intrecciano in un reticolo inestricabile.
Radici dalle
quali sono nati, nei secoli, ceppi famigliari, che si sono mantenuti
nel tempo come elementi caratterizzantidel mondo dei Parzé
e dalle quali si sono svuluppati molti virgulti che hanno lasciato
le terre natie, per emigrare in paesi vicini, in alcuni casi lontani,
qualche volta lontanissimi, all'estero e persino in altri continenti.
Di questi figli
di Parzanica, o dei loro diretti discendenti, cominciamo ad occuparci
in questo numero, con le storie del Vescovo Geremia Bonomelli, narrate
da d. Aldo Cristinelli, infaticabile ricercatore delle tradizioni
della sua "terra madre", di don Mario Danesi, missionario
in Brasile e di padre Fabio Danesi, giovane professore di Fisica.
Nel contempo,
dopo aver focalizzato l'obiettivo sui primi anni dell'Ottocento,
offriamo in questo numero ai Parzé il recupero di un popolo
scomparso, ma ancora vivo nella memoria: gli uomini e le donne di
Parzanica nel Settecento.
Nei numeri che
verranno costruiremo altri pezzi di vita, perché, lo vogliamo
ribadire, nessuno muore se vive nel ricordo di chi gli è
amico e gli "Avi" vivono anche grazie al ricordo di chi oggi popola
Parzanica ed è fiero delle sue antiche radici.
|