| Don
Mario Danesi (1) è originario di Parzanica. Nato a Brescia il 6
dicembre 1917, è figlio di Luigi Danesi
(nella foto del 1920, a pié pagina, lo vediamo con il padre proprietario
della bottiglieria Vespucci, in piazza Duomo, a Brescia),
il quale, a sua volta, è figlio di Felice Danesi, nato a Parzanica
il 20 giugno del 1845 (2).
Cresciuto nella Parrocchia di S. Faustino e nella Gioventù italiana
di Azione Cattolica, studiò privatamente e si dedicò all'apostolato
ed alla vita religiosa, sociale e politica, maturando il desiderio di
farsi sacerdote.
Alla chiamata militare di leva, nel1941, proseguì la sua opera
all'interno dell'ambiente del Distretto Militare di Brescia e, contemporaneamente,
durante le ore di libera uscita, operò nella Parrocchia di S. Agata
per le varie attività dell'Azione Cattolica. Sempre fra i giovani,
testimoniò instancabilmente l'inesauribile volontà di operare
nel sociale, riservandosi il tempo per le visite ai poveri ed agli ammalati.
Con il suo esempio contribuì a suscitare diverse vocazioni sacerdotali.
|
|
| Le
vicende del fascismo e della guerra lo costrinsero a riparare in Svizzera
ed al suo ritorno si unì con entusiasmo a sacerdoti e laici di
quel tempo per riorganizzare l'Azione Cattolica di Brescia. Contribuì
nei comitati civici parrocchiali alla campagna elettorale e contemporaneamente
operò a fianco di Padre Marcolini, nella zona del Carmine cittadino
(centro storico antico di Brescia), a soccorrere malati terminali, assistendoli
fino alla fine.
Non accettato nel Seminario Diocesano di Brescia, studiò Teologia
in quello di Ravenna e in seguito frequentò il seminario di Firenze
come vocazione adulta.
Nel 1951, conosciuto il Vescovo di Joinville (Santa Caterina) in Brescia,
fu consacrato sacerdote a servizio della Diocesi.
Dal 1951 al 1954 operò nel Seminario Diocesano di Joinville. Dal
1954 al 1966 fu Parroco di Lontras (S. Caterina); dal 1966 al 1974 fu
Parroco di S. Francisco Do Sul (S. Caterina) e nel 1974 si trasferì
nella Diocesi di S. Paulo, regione sud, che attualmente è Diocesi
di S. Amaro. Fu anche Parroco e Vicario Episcopale, con incarichi particolari.
Nel 1986 per motivi di salute ritornò a Brescia, con esplicita
volontà di mettersi a disposizione del vescovo, ma a seguito dell'aggravarsi
delle sue condizioni, dopo alcuni ricoveri ospedalieri, venne ospitato
alla Rupis Mariac di Montichiari, presso i Volontari della Sofferenza.
Migliorato in salute, accettò gli inviti insistenti dei suoi parrocchiani
brasiliani e, pressato dal Vescovo Gaspar, ritornò nella Diocesi
di S. Amaro (S. Paulo) verso la fine del 1987. Due anni dopo, nel 1989,
ritornò in Italia accompagnato dalla sorella, ormai gravemente
ammalato.
Il suo carattere ottimista, gioviale, generoso, discreto, seppe in Brasile
conquistare i giovani, spesso stimolandoli a studiare. Un giovane da lui
seguito conseguì la laurea in Giurisprudenza. Nonostante le difficoltà
del ministero in Brasile, durante il quale fu aggredito, rapinato, investito
e ferito gravemente, seppe essere sempre sereno, infaticabile, amato e
stimato, di mentalità aperta e fraternamente vicino ai suoi parrocchiani.
Fu consigliere per molti sacerdoti ed operatore di pace. Aiutò
ad inserirsi in Brasile due sacerdoti bresciani: don Corsini e don Fabbri,
amici di Padre Graz.
Fu precursore delle comunità di base, organizzando, ancora prima
del Concilio, le celebrazioni liturgiche e la lettura della Parola di
Dio senza la presenza del sacerdote.
In occasione di una sua venuta in Italia disse: "Ritorno in Brasile
volentieri, i miei poveri mi attendono. Essi hanno bisogno di me ed io
di loro".
Brescia,
Piazza Duomo anni '20 del secolo scorso. La bottiglieria
Vespucci di proprietà di Luigi Danesi |
|
Brescia,
Piazza Duomo anni '20 del secolo scorso. Il piccolo Mario
Danesi con il padre Luigi davanti alla bottiglieria Vespucci |
|
(1) Le notizie sono tratte da "La Voce del Popolo" di Brescia
del 9/12/1990
(2) Felice Danesi è figlio di Bortolo (Parzanica, 5 marzo 1811),
figlio di Agostino (Parzanica 31 marzo 1773), figlio di Pietro (1734),
figlio di Bortolo, detto Gavello (Parzanica 27 luglio 1697), figlio di
Giacomo (Parzanica, 16..)
|