| L'Acquaiolo |
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| La frazione Acquaiolo trae con tutta evidenza la sua denominazione dalla trasformazione latina del vecchio toponimo Gae, che ritroviamo, peraltro, nella Contrada Gae che congiunge, lungo la vecchia strada, la frazione al nucleo principale del paese. Gae è termine celtico che indica l'acqua (fiume, canale, paese bagnato da fiume). Gave in francese (Pirenei) significa torrente. La presenza di toponimi celti è assolutamente normale non solo per gli antichi insediamenti nell'area di popolazioni di origine gaelica, ma anche per collegamenti più recenti. Parzanica, attraverso la via dei Parzà, è collegata con il colle di San Fermo e di conseguenza con la Valle d'Endine. Ancora in epoca recente, seguendo la via romana che sale verso la Trinità, gli abitanti di Parzanica, attraverso Fonteno, si recavano a lavorare fino a Vertova, importante e antico mercato della lana. Da Vertova, attraverso la Valle Seriana e la Valle del Riso, lungo la via della lana, partivano verso l'Irlanda i commercianti di lana e dal nord arrivavano gli irlandesi. Parzanica, lo ricordiamo, era un importante luogo di produzione e di prima lavorazione della lana. | ![]() |
| Testimonianza del legame culturale antico è anche la dedicazione di molte chiese a San Colombano, che con San Gallo, ambedue provenienti dall'Irlanda, fece opera di ricristianizzazione dell'Europa nel 600. La parrocchia di Parzanica è dedicata a San Colombano che, lo ricordiamo, nel 600, seguito da compagni Irlandesi e Danesi, fondò il monastero di Bobbio. Tra il S.Colombano che giunse a Bobbio nel 600 e il monastero di Tours ci sono legami profondi, se si considera che il monaco irlandese, nipote di S.Columba di Jona, prima di arrivare in Italia si recò a rendere omaggio alla tomba di S.Martino, assieme al suo confratello S.Gallo e a Tours soggiornò per un certo periodo. Dobbiamo considerare che Tours, oltre ad essere sede dell'abbazia reale dedicata a S.Martino, è stata un centro di passaggio fondamentale per la via che va a Compostella (Campus Stellae), percorsa, prima che dai pellegrini cristiani (simbolo la conchiglia di S.Giacomo), dai Celti (simbolo il piede dell'oca, la stessa oca che fece scoprire, starnazzando, S.Martino quando si era nascosto per evitare di essere nominato vescovo). L'oca, sia detto per inciso, era animale sacro ai Celti e seguiva dappresso il druida. Tours è rimasto centro importante di passaggio durante la ricristianizzazione d'Europa ad opera dei frati irlandesi e, nel Medioevo, è stato a lungo riferimento essenziale per le vie commerciali che univano l'Italia all'Irlanda, tra le quali, quella della lana, che aveva nel bergamasco (ad esempio nel mercato di Vertova) importanti punti di approdo (non a caso il monastero di San Patrizio di Colzate è stato fondato dagli "irlandesi"). I rapporti con il mondo celtico (irlandese, cornico e bretone) sono pertanto rimasti vivi nei secoli e non deve sorprendere che molti termini della lingua gaelica siano presenti nei toponimi e nei cognomi. A questo proposito, il soprannome Gavello, associato a Giacomo Danesi nel 1600, indica evidentemente il suo luogo di provenienza, ossia Gae o Acquaiolo. |
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