I cognomi e il loro significato

Un'analisi degli stati d'anime della comunità di Parzanica, a partire dal Settecento, evidenzia la presenza di alcuni ceppi famigliari consistenti, che riassumono la quasi totalità della popolazione. Di questi ceppi famigliari, centenari o pluricentenari, abbiamo cercato di individuare l'etimo dei cognomi, che affiancato a quello dei luoghi offre un elemento importante di studio della storia locale. Due cognomi, quello dei Cristinelli (il ceppo più antico) e quello dei Danesi (il ceppo di gran lunga più numeroso), sono trattati all'interno dell'analisi fatta, in questo stesso numero di Parzé, dei toponimi Gromol e Parzanica, essendo, a nostro parere, la presenza dei Cristinelli intimamente legata al nome più antico del villaggio e quello dei Danesi a quello di epoca carolingia.

Stemma Danesi
Stemma Bonomelli

Bonomelli (Bonomi, Bonomini, Bonomo):

è cognome diffuso in tutta l'Italia settentrionale,  con grossa prevalenza nella zona centro settentrionale (Milano, Como, Varese, Bergamo, Brescia, Sondrio, Trento, Verona). Bonomini è specifico del bresciano, Bonomo ha un nucleo siciliano, uno laziale ed uno nel veronese.
Tutte la varianti traggono origine dal nome augurale Bonushomus (buonuomo) o da sue modificazioni medioevali, quali ad esempio quella che troviamo in un atto di vendita del 1144 redatto in Pavia: "Constat nos Bonumiohannem, .....", o nella forma corretta in un atto dell'anno 1166 tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove leggiamo: "...inter Bonomum qui dicitur da Syrone germanum suum de loco Salvano ut in Dei nomine debeat dare, sicut a presenti dedit, ipse presbiter Arnoldus eidem Bonomo germani suo ...".
La famiglia Bonomelli insediatasi a Parzanica è probabilmente originaria della Val Saviore. Oriundo di Parzanica è monsignor Geremia Bonomelli.

Corna

Corna è cognome tipicamente bergamasco e dovrebbe derivare dai vari toponimi contenenti la radice Corn, facente parte della famiglia della radice proto-indoeuropea *KAR- 'duro'. Il celtico sviluppa prima il senso di 'pietra', poi quello di 'mucchio di pietre' [airl. carrac, irl. carraig, airl. crec, m(edio)irl. craic, irl. craig 'roccia', bret. carreg, corn(ico) karrek, galls. carrog 'ruscello (ghiaioso)', agalls. creik, corn. Craig 'rupe, roccia', bret. krag 'pietra arenaria']; la presunta voce pre-indoeuropea *karra 'pietra' (spesso invocata dai linguisti per spiegare alcuni nomi dell'area alpina) sarà, più semplicemente, una traccia lasciata dai Celti nelle regioni alpine, e lo stesso può essere detto per il tipo lessicale basco karri 'pietra'.

Stemma Corna

Cadei

Cognome molto raro, parrebbe bergamasco, ma dovrebbe derivare dal toponimo Cadeo (Piacenza) o da un soprannome connesso con l'abitare nelle prossimità di un monastero o una chiesa (casa di dio - cà deo).
 
Gabanelli

Scrive Albino Bordogna, nel suo "Parzanica" edito dal Comune, che Gabanelli è soprannome che si è trasformato in cognome. Alla base è il nome di mestiere derivato da gabbanella, "camice bianco senza collo di medici e infermieri" o da gabbana o gabanello, una specie di soprabito aperto sul davanti. La prima presenza del cognome a Parzanica è del 1813, allorquando viene registrato l'arrivo di Giulio Gabanelli, "levato" a balia dall'Ospitale Maggiore di Brescia dalla famiglia Giuseppe Cristinelli, detto Ragnì, nato il 23 aprile 1773 (figlio del fu Gioanni e di Margherita Bonomelli, del fu Andrea), sposato il 16 aprile 1795 con Maria Bonomelli, nata il 17 agosto del 1774 e figlia di Giuseppe del fu Giacomo, detto Podèt e della fu Cattarina Bonomelli, fu Agostino dell'Acquaiolo.
Di Giulio Gabanelli troviamo notizia negli Stati d'Anime del 1858-1882, laddove si legge che il bambino, esposito dell'Ospedale civile di Brescia e nato il 20 agosto del 1813, nel frattempo divenuto adulto, di professione villico, soprannome Esposito Ragn, si è sposato con Maria Affra Danesi, nata a Parzanica il 30 agosto 1811 e figlia di Francesco Alessio Danesi e di Cattarina Danesi. Conferma si ha dagli Stati d'anime del 1851-1882, laddove si legge di Giulio Gabanelli, Esposito, nato il 20 agosto 1813.

Stemma Rinaldi

Rinaldi

E' cognome panitaliano. Rinaldo dovrebbe avere un ceppo nel Veneto ed uno in Sicilia. Deriva (cognomizzazione) dal nome medioevale italo germanico Rhinaldo. Troviamo una drivazione di Rinaldo anche dalla Francia, dove l'eroe di tanti poemi cavallereschi Renaut, Rainaut doveva il suo nome al francone Raginald "che comanda (-ald dal verbo waltan "reggere, governare") divinamente (ragin "consiglio divino"), portato in Italia anche dai Longobardi nella forma Reginaldo. La famiglia insediatasi a Parzanica dovrebbe derivare dal ceppo di Clusone.

Tonni, Tonelli, Toninelli, Tona, Tonioli, Tonoli

Tona è molto raro, è presente in zone molto lontane fra loro, dal trevisano, con probabili origini slave, all'agrigentino, dove potrebbe essere disceso dall'aferesi del cognome Antona. Un'ipotesi sul ramo trevisano è la discendenza dalla famiglia boema dei Thun, trasferitasi nel trentino nel 1187, a Vigo di Ton che deve il proprio nome proprio a quella famiglia nobile. Tona, quindi potrebbe essere un ramo cadetto dei Thun o starebbe ad indicare un legame, di vario genere, con quella famiglia. Personaggi importanti sono, nel 1298, Erasmo di Thun, vicario per Federico conte di Tirolo, nel 1372 Guarimberto di Thun, vicario delle valli; nel 1412 Baldessare Thun, capitano di Castelselva e così via occupando posizioni di rilievo nel contesto della loro regione trentina. Tonani è specifico del sudmilanese, lodigiano e cremasco, Tonarelli è tipico della fascia nord occidentale della Toscana, provincia di Massa e Pistoia in particolare, Tonelle ha due ceppi, uno nel trevigiano ed uno milanese e varesotto, Tonelli è molto diffuso al centro nord, Toninelli sembra avere due ceppi, nel bresciano e da Piombino al grossetano, Toniolo dovrebbe essere del ferrarese, Tonoli è del bresciano, Tonon è specifico delle province di Venezia, Treviso e Pordenone, Tonucci, molto raro è tipico del pesarese.
Tutti questi cognomi dovrebbero derivare dall'aferesi e da modificazioni dialettali del nome Antonio.
Non è da escludere anche una derivazione dal gaelico cisalpino tunna= barile, botte da cui Tonni come bottai.
 
Zanni

Proprietari terreieri sino al 1800. Cognome proprio delle Venezie, dell'Emilia Romagna e della Lombardia orientale, con altissima frequenza. Alla base è il nome Zanni o Zanne, Zanna, Zani o Zane e Zan o Zana, Zoàni o Zuàni, Zoàn o Zuàn, Zvan, ipocoristico sincopato di Giovanni (Johanni,, Giani, Zani)., corrispondenti in quell'area a Gianni o Ianni (di area centro-meridionale). Questi nomi discendono dallo Zanni, nome con cui a Venezia venivano chiamati i servi che provenivano dal bergamasco (in genere, nella commedia dell'arte, era definito così il personaggio del buffone o del pagliaccio: Arlecchino, Brighella). Zani è tipico della Lombardia ed Emilia, Zaninelli è tipico del bresciano, veronese e cremasco, Zanin è specifico delle Tre Venezie, Zanini è comune in tutto il nord, Zanino, rarissimo è piemontese, Zanoncelli è rarissimo e specifico del sudmilanese, Zanoncini è rarissimo e sembrerebbe della zona di confine tra Lombardia e Veneto, Zanoni è specifico della Lombardia, Emilia e Veneto occidentale, Zanotti potrebbe avere almeno tre ceppi, in Lombardia, nel trentino e veronese e nel reggiano, modenese, bolognese e Romagna.

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