I marmi di Mercurio

 

Isidoro Bianchi, nel suo "Marmi cremonesi" (Milano, 1791), a proposito dei reperti bresciani collocati nella collezione Picenardi", scrive: "Quindeci sono i marmi, che da Brescia sono stati qui trasportati ….. . Gli inediti, eccettuato il Greco della Tav.X, si sono di fresco dissotterrati nel villaggio di S. Eufemia, luogo distante da Brescia due miglia circa, nella circostanza che colà un pover'uomo scavava un suo piccol fondo per trovar sassi e materiali da fabbrica. … L'iscrizione di Primione Figlio di Cariasse, incisa sopra un solidissimo fregio di un architrave, ed i molti cippi, che in seguito qui si riportano, consacrati a Mercurio, ben chiaro ci danno a rivedere che nel villaggio di S. Eufemia, dove, come si è detto, tutti questi marmi di fresco si sono dissotterrati, vi doveva essere una volta un magnifico tempio a questa Divinità eretto, e molto venerato da' Bresciani. Una tale scoperta deve molto illustrare l'antica storia di Brescia, giacchè non si è sinora saputo da alcuno, che nel villaggio suddetto esistesse un altro tempio, che quello di Bacco, tempio che il solo Cavrioli ci ha indicato nelle sue Istorie Bresciane. Né nostri contorni però, e massime in Brescia, sono frequenti i sassi dedicati a Mercurio, come lo dimostrano le molte inscrizioni, che particolarmente il Rossi ci ha conservate. In quella di C.Callinio (pag.146) Mercurio viene chiamatoConservatore della repubblica Bresciana, e nell'altra di C.Sillio (pag. 147) è dichiarato massimo conservatore del mondo. Io credo che ciò sia accaduto per religione de' Galli Druidi, che dai nostri Antichi fu con molto zelo abbracciata, come ci viene attestato da Cesare …."

Del culto di Mercurio e dell'importanza dell'area sacra di S. Eufemia si trova testimonianza ancora in Isidoro Bianchi, il quale scrive: "Il dottor Prospero Martinengo citato dal Rossi ci fa sapere che dove ora si vede la Chiesa di S. Pietro in Oliveto vi fosse un giorno la casa degli Arrii[1], e lo prova con documenti, che si conservano nell'archivio del monastero dei P.P. Benedettini di S. Eufemia. Lo stesso Rossi poi da una iscrizione trovatasi in Castello s. Eufemie, che incomincia Genio Arvorum Arii, congettura che gli Arrii possedessero in questo luogo. Con tutto che la nostra iscrizione, trovata pure nel Castello di S. Eufemia, sia inedita, pure il nostro M. Nonio Arrio Paulino Aspro è molto noto in Brescia per altri suoi monumenti, dai quali si deduce ancora che egli ebbe molte cariche pubbliche. Primeramente da una di lui inscrizione portata dal Rossi pag 51 si vede, che egli era molto divoto a Mercurio, avendogli dedicata un'altr'ara, sulla quale in allora gli piacque di indicare il motivo del suo voto, che fu la sua salute. L'inscrizione è la seguente.

"DEO. MERCVRIO
M. NON. ARR
PAVLINVS
APER.C.V.
PRO.SALVTE. SVA
V.S.L.M"

Ara votiva dedicata a Mercurio, ritrovata a S.Eufemia (I-II sec. d.C.); già facente parte della "Collezione Picenardi" di Cremona, è dal 1868 al Museo archeologico di Milano.
Ara votiva dedicata a Mercurio, ritrovata a S.Eufemia (II sec. d.C.); già facente parte della "Collezione Picenardi" di Cremona, è dal 1868 al Museo archeologico di Milano.


Note

[1] I Nonii Arrii erano una delle famiglie più illustri di Brescia ed appartenevano alla tribù Fabia. 


>> indietro