Lo
aveva voluto Primione, figlio di Cariasse
Ricostruito
il tempio dedicato a Mercurio
Medussa era
la madre? Una dedica a Minerva riapre gli interrogativi sul suo ruolo.
Nel
numero 13 di Apiarium abbiamo pubblicato un ampio resoconto dei ritrovamenti
lapidei nell'area a sud est di S.Eufemia. Ritrovamenti che consentono
di affermare l'esistenza, come molti studiosi sostengono, di un'area sacra
dedicata a Mercurio. L'iscrizione
è: In merito, nel testo "Marmi bresciani raccolti nel museo patrio classificati e illustrati dal cavaliere Dr Giovanni Labus"[1], a pagina 54, troviamo testimonianza del fatto che l'iscrizione fu rinvenuta a S.Eufemia e che il dedicante era di origine gallica. |
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Nel
testo si legge: "Uscì alla luce nel borgo di S.Eufemia l'anno 1876,
ed emigrò ad ornare le Torri dè Picenardi presso Cremona. Fu pubblicata
dal Bianchi, al quale il nome di Primione Cariasse sono paruti sì barbari
che inclinava quasi a credere tanto il padre che il figlio di schiatta servile[2].
Meglio però era crederli di gallica schiatta, e ravvisare in Cariasse
il marito di Medussa, di cui vedemmo un titoletto a Minerva, e in Primione un
suo figlio, il cui nome, da non confondersi con altri di simile uscita sopra
allegati (…) anziché barbaro, doveva dirsi di buona latinità
e recato da costui per accostarsi alle usanze romane. Primio è diminutivo
di Primus, come Secundio, Quartio, Sextio sono diminutivi di Secundus, Quartus,
Sexstus, egualmente che Asellio, Callisto, Hilario, Ursio il sono di Asellus,
Callistus, Hilarius, Ursus. Il nostro Primione, oltre al tempietto, fabbricato
sul proprio fondo, AEDEM SOLO SUO, volle anche innalzare a Mercurio la statua
ET SIGNUM, la quale certamente non sarà stata come quella descritta dal
Rossi [3], ché
Mercurj con un occhio solo in fronte, una stella sul petto, il pugnale in una
mano, il caduceo nell'altra sono ignotissimi a tutte l'antichità. La
semplicità ed eleganza dell'epigrafe mostra ch'essa è dai tempi
migliori".
Nella sua descrizione il Labus fa riferimento ad una dedica a Minerva da parte
di Medussa e Cariasse, che riporta a pagina 27 del suo testo.
MINERVAE
SACRUM
MEDUSSA . CARIASS.
V.S.L.M.[4]
edussa era,
dunque, legata a Cariasse? Ne era la moglie?
A pagina 29 della sua opera il Labus, inproposito scrive: "Ma più
conforme al vero ne pare leggere Medussa Cariassis Filia, perché cenomani
sono il nome di lei e quel di suo padre; ed è noto che i Galli, i Germani
e in generale tutti i barbari usavano un solo nome, e servivasi di quello del
padre o della madre pel proprio cognome: Strenus Brisiae Filius, Rufus Brigovicius
flius, Vesgasa Brittionis filia, … . Il Bianchi, copiando un errore di
Gudio, credeva Cariasse nome greco femminile, lo tramutava in Cariessa, …,
che vuol dire vezzosa, e allegava le storie del Capriolo, nelle quali di Cariessa
non vi ha ricordanza".
Dalle note del Labus si evincono alcuni dati interessanti.
In primo luogo che il dedicante era di origine gallica.
In secondo luogo che Primio, figlio di Cariasse, aveva edificato il tempio su
un'area di sua proprietà.
In terzo luogo, che oltre al tempio, aveva anche fatto costruire una statua
a Mercurio.
Infine, che Cariasse aveva una moglie o una figlia di nome Medussa.
Del tempio, come s'è detto, non rimane altra testimonianza che l'architrave
con l'iscrizione che abbiamo più volte citato. Della statua non v'è
alcuna documentazione.
Tuttavia, partendo dalle misure del frontone e utilizzando i canoni costruttivi
di Vitruvio, l'architetto Stefano Capretti ha disegnato per Apiarium una possibile
ricostruzione del tempio di Mercurio. Ricostruzione che riportiamo a fianco.
A questo punto potremmo dichiararci soddisfatti, ma la curiosità ci spinge
oltre.
Chi era Medussa?
Se abbandoniamo l'insistente ricerca etimologica nelle lingue latina e greca
e ci rivolgiamo alla lingua dei Galli, notiamo che il suo nome deriva dal celtico
"medus", bevanda ottenuta facendo fermentare il miele nell'acqua,
ossia l'idromele. Medussa è dunque "melusa", "melusina"
"mielosa", "dolcezza" "dulcinea".
E Cariasse? Parrebbe derivare dal genitivo celtico di car (amicizia, amore):
car - ias, dove il suffisso ias indica appunto il genitivo. Cariasse sarebbe
dunque il signor D'Amore o Dell'Amore. Se così fosse il tempio di Mercurio
di S.Eufemia sarebbe stato costruito da Primione, figlio del signor D'Amore
o Dell'Amore e la dedica a Minerva sarebbe opera della signora Medussa (Melusina
o Dulcinea), moglie o figlia del signor D'Amore, ossia la signora Dolcezza D'Amore.
Tuttavia si potrebbe anche optare per una seconda versione dei fatti, ossia
quella di un tempio dedicato a Mercurio da Primione, figlio d'amore e di una
dedica a Minerva, dolcezza d'amore.
Che dire? L'amore non ha confini.
La parola agli esperti.
Note
[1] "Marmi bresciani raccolti nel museo patrio classificati e illustrati dal cavaliere Dott. Giovanni Labus" - Milano, 1854 - Tipi della ditta Angelo Bonfanti - Biblioteca Queriniana SB A XI 43.
[2] Marmi Cremonesi, pag. 47 (nota del Labus).
[3] Memorie bresciane, pag. 40 (nota del Labus).
[4] "Proveniente, secondo il Labus, da Cellatica e trasferita al Museo Capitolino.