Teofilo Folengo, benedettino esoterico

 

Teofilo Folengo (Merlino Cocaio), fu monacato il 24 giugno del 1509 nel convento di Sant’Eufemia (entro le mura), dove soggiornò anche nei periodi dal 1508 al 1511 e dal 1519 al 1520, mentre fu a Sulzano dal 1536 al 1538.

A quel tempo il benedettino François Rabelais, che fu medico nell’ospedale di Lione dal 1532 al 1543 e autore di "Gargantua e Pantagruel", testo che molti ritengono iniziatico ed esoterico, frequentava le sponde del Lago d’Iseo, dove ebbe modo di incontrare il suo confratello Teofilo, autore di quel Baldus, scritto in latino maccheronico, tra le righe del quale si possono intravedere elementi di esoterismo di notevole interesse.

Teofilo Folengo si interessò all’astrologia, alle pratiche magiche popolari e agli amuleti. Fu insomma un benedettino dagli interessi esoterici e dalle simpatie riformiste. La Riforma piaceva anche a Rabealis, che alcuni autori vorrebbero iniziato ai Rosa Croce o addirittura Templare.


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