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La coscienza prese lentamente il sopravvento. Si sentiva intorpidita, dopo una notte troppo breve, seguita ad una giornata di intenso lavoro. Lettere augurali da spedire in mezzo mondo; il data base da sistemare in ordine logico: nome, cognome, via, numero, codice di avviamento postale, città e, infine, nazione. Le informazioni dovevano trovare la loro giusta collocazione nella lettera e sulle buste ed essere inviate in sequenza inequivocabile alla stampante che, sia detto senza malevolenza, non era all'altezza. Vatti a fidare delle macchine. Il lavoro
s'era dovuto fare due volte: una fatica inutile e noiosa. Per fortuna
a dare un tono di vivacità alla giornata c'era stata l'installazione
del nuovo modem "intelligente". A suo modo, s'intende. Capiva
se gli impulsi in arrivo erano quelli di una voce o di un fax e dirottava
i primi al telefono e i secondi alla stampante. Fatica risparmiata, ma
soprattutto contatti assicurati con l'esterno e in modo corretto, senza
sbavature, ripetizioni, inutili attese. La notte
aveva portato sollievo, raffreddando il cervello, inibendo l'attenzione
ed ora, mentre la coscienza riprendeva il suo posto e la stanza i suoi
contorni, le sembrava di essere al tempo stesso spossata e piena d'energia,
in un alternarsi di sensazioni che si modificavano di secondo in secondo,mentre
le connessioni logiche si scartocciavano sollecitate dalla luce del sole
che filtrava dalla finestra. |