Le
regole del gioco |
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Le
regole del gioco |
The
rules of the game |
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| Charpentier
ricorda come nel geroglifico di Geb, l’oca sia associata al piede:
il piede d’oca, che ricorda il passo dell’oca. Procedere al
passo dell’oca, dunque, significa muoversi secondo il percorso di
Geb. Il gioco dell'oca, così come ci è pervenuto come gioco di società, vede ciascun giocatore avanzare, sulla base del numero indicato dai dadi, su un tavoliere diviso in 63 caselle. Sul tavoliere è disegnato un percorso che si avvolge a spirale. Su ogni casella ci sono un numero e una figurina. I giocatori avanzano con il lancio di due dadi e vince chi arriva per primo alla casella 63, oltre la quale c’è "il giardino dell'oca". Le caselle in cui sono raffigurate le oche permettono al giocatore di tirare di nuovo. Per rendere il gioco più complesso, vicino alle caselle con le oche ve ne sono altre, come la locanda (casella 19), il pozzo, (31), il labirinto (42), la prigione (52), la morte (58, che obbliga a riprendere da zero) che rappresentano ostacoli e difficoltà. Il gioco dell'oca ha dato luogo a un'innumerevole quantità di varianti. Lo troviamo, ad esempio, in un gioco d’arme napoletano, composto da stemmi nobiliari disposti su un percorso a spirale o in un gioco educativo per i giovani nobili veneziani, con le caselle in forma di cartine di varie parti del mondo (al centro, ovviamente, Venezia). Nel gioco 13 caselle sono fauste (tredici sono i pezzi del corpo di Osiride ritrovati e ricomposti) e le altre sono infauste. Il gioco richiama quello egizio del "Serpente arrotolato", il Mehen, comune nell’Egitto della II dinastia. |
Charpentier
points out that, as in the hieroglyph far Geb, the goose is associated
with the foot: the goose foot, which reminds us ofthe goose step. To
goosestep therfore means to follow the path of Geb.
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