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François
Rabelais e Teofilo Folengo |
| Una strana
serie di coincidenze lega, con un filo sotterraneo, le città di Brescia
e di Lione. Innanzitutto la comune origine celtica, alla quale consegue una parallela vocazione ad essere il punto di riferimento spirituale: l’una della Gallia Cisalpina; l’altra della Gallia Transalpina. Brescia fu infatti, in epoca gallo romana, il maggior centro spirituale dei celti cisalpini, con il suo santuario dedicato al dio Lug nella zona di Sant’Eufemia. Lione, capitale spirituale della Gallia Transalpina, porta nel nome: Lugudunum la sua vocazione. Lugudunum, infatti, significa fortezza o collina del dio Lug e Lione, fondata nel 43 a.C., fu per oltre due secoli la città più importante della Gallia romana, fino alla conquista cristiana del secondo secolo dopo Cristo. Prima coincidenza: due città celtiche, ambedue capitali spirituali delle tribù galliche e ambedue centri di culto del dio Lug, il più importante degli dei del pantheon celtico, o meglio, il “nome” di tutti gli dei. La seconda coincidenza ci fa fare un salto nel tempo di circa 1300 anni. Siamo nella prima metà del ‘500, al tempo in cui il benedettino François Rabelais, che fu medico nell’ospedale di Lione dal 1532 al 1543 e autore di “Gargantua e Pantagruel”, testo che molti ritengono iniziatico ed esoterico, frequentava le sponde del Lago d’Iseo, dove ebbe modo di incontrare il suo confratello Teofilo Folengo, alias Merlino Cocaio, autore di quel Baldus, scritto in latino maccheronico, tra le righe del quale si possono intravedere elementi di esoterismo di notevole interesse. Terza coincidenza: Teofilo Folengo (Merlino Cocaio), fu monacato il 24 giugno del 1509 nel convento di Sant’Eufemia, dove soggiornò anche nei periodi dal 1508 al 1511 e dal 1519 al 1520, mentre fu a Sulzano dal 1536 al 1538. Teofilo Folengo si interessò all’astrologia, alle pratiche magiche popolari e agli amuleti. Fu insomma un benedettino dagli interessi esoterici e dalle simpatie riformiste. La Riforma piaceva anche a Rabealis, che alcuni autori vorrebbero iniziato ai Rosa Croce o addirittura Templare. Quarta coincidenza. La Massoneria. Nel 1773 a Brescia, secondo alcune notizie frammentarie, sarebbe stata presente una loggia massonica. Siamo, come la data stessa indica chiaramente, agli esordi della Massoneria in Italia, dato che la Massoneria moderna è nata a Londra nel 1717. Ebbene, a Brescia la loggia del 1773 sarebbe appartenuta e avrebbe avuto relazioni e frequentazioni con la Gran Loge des Maîtres di Lione, prima espressione degli Élus Coën e poi della Stretta Osservanza. Brescia e Lione, dunque, legate da un filo invisibile, che a tratti emerge con storie e con coincidenze diverse. Un legame esoterico tra le capitali spirituali delle due Gallie. Abbiamo fornito solo coincidenze, fatti simmetrici, suggestioni. Tutto questo non significa nulla, ma è bello pensare che dietro il dipanarsi dei fatti della storia ci siano dei destini comuni, delle vocazioni nascoste ma cogenti, degli esoterici fili che legano mondi distanti geograficamente, ma vicini per elezione e virtù. |