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I fuochi di
S.Giovanni d’estate |
| Fuochi
di Beltaine, il primo di maggio. Fuochi di San Giovanni d’Estate,
a giugno, quando il sole è all’apice della sua potenza nel
cielo. Fuochi di Sant’Antonio a gennaio. Pire per bruciare la vecchia.
Il fuoco, nelle tradizioni popolari, ha una grande importanza in quanto rappresenta la purificazione e il rinnovamento, materiale e spirituale. A Brescia la tradizione è viva e in molte contrade le pire sono maestose, costruite con alberi e con cataste di fascine e quando bruciano il fuoco dura ore, conducendo la festa sino all’alba, quando i giovani saltano le braci, riproducendo, inconsapevolmente, antichi riti di iniziazione. A Gambara, a Fiesse, a Cadimarco, a Ostiano, a Bompensiero ardono i falò di Sant’Antonio. Ad agosto la tradizione si rinnova in Valcamonica con le feste di S.Fermo a Borno e di S.Bartolomeo a Temù. I roghi hanno un riferimento preciso alle antiche tradizioni celtiche, che nell’interpretatio romana hanno assunto la veste di crudeli riti sacrificali, dove uomini e animali sarebbero stati bruciati vivi all’interno di fantocci di vimini e che, al contrario, secondo alcune moderne ricerche, pare fossero rituali di iniziazione. Il fuoco druidico, secondo queste tesi, presupponeva un’accurata preparazione. Ne “L’Assedio di Druim Damhgaire”, il druida Mogh Ruith dice al suo assistente di preparare il fuoco e questi, si legge nel testo, “lo formò come una zangola, con tre lati e tre angoli, ma sette porte, mentre non vi erano che tre porte nel fuoco del nord. Non era nè disposto, nè sistemato, ma si era ammucchiata la legna”. La pira, a forma di piramide, era orientata e per quanto il significato del rituale ci sia ormai ignoto, alcuni studi suggeriscono che fosse costruita a forma di capanna, con ritagli di canapa e sormontata a una fossa scavata nel suolo. Gli iniziandi si sarebbero accomodati nella fossa e il fuoco avrebbe bruciato sopra di essi. I vapori di canapa, ai quali erano sottoposti, li avrebbero fatti andare in estasi, mentre aperture opportunamente predisposte avrebbero garantito il ricambio dell’aria. Alla fine di questa sorta di sauna iniziatica, gli iniziandi, superata la prova, sarebbero sorti dalle ceneri, purificati e nati ad una nuova vita. E’ interessante vedere, dalle molte fotografie che le mostrano, come le pire innalzate nei paesi della Bassa bresciana conservino questa forma a capanna, con i lati (tre, a volte quattro) costituiti da grossi alberi e come, alla fine della festa, i giovani usino saltare le ceneri in funzione propiziatoria. Una leggenda bretone narra dell’eroe Yann condannato dal re ad essere bruciato sul rogo. Il padre naturale, un mago, gli insegna come salvarsi e gli dice di scavarsi una nicchia, di recitare le sue preghiere, di portarsi uno sgabello per sedersi all’interno della pira e di spalmarsi su tutto il corpo il contenuto di una bottiglia, del quale dovrà anche impregnare la camicia. Yann esegue il rituale e quando il fuoco, dopo aver arso a lungo, si spegne, il giovane eroe, ormai creduto morto, salta fuori dal centro del braciere, tremando di freddo, più bello di quanto non fosse mai stato. Potenza del fuoco. |