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La
piramide riflette
la sua ombra cristallina.
" ... per mezzo del Terzo il Quarto
compie l'unità".
Thoth scioglie i pensieri
la mia-tua Anima sale
nella cuspide viola".
Venezia era immersa in un sole
tiepido, che ne esaltava i colori. Alla stazione trovò Ilaria che
lo aspettava. Si abbracciarono a lungo, incuranti della gente frettolosa
e delle frotte di turisti. Avevano bisogno entrambi di quel contatto fisico.
"Ciao begli occhi".
"Ciao".
La prese per mano. Camminarono a lungo, in silenzio, tra calli e campielli,
godendo di quel contatto discreto.
Ad un tratto Ilaria si fermò e prese dalla borsa che portava a
tracolla un piccolo involto. "Ho un regalo per te".
Gabriele prese il pacchetto, lo aprì. Conteneva un cristallo. Una
doppia piramide con una delle cuspidi colorata di un viola intenso, che
sfumava verso il basso.
"L'ho tenuto a lungo con me. Te ne faccio dono. I cristalli parlano
e forse un giorno ti dirà il suo segreto".
La baciò sulla fronte. Ripresero a camminare nel sole. Passato
qualche minuto videro Deianira e Lorenzo venire verso di loro.
"Ti vedo più sereno", disse Lorenzo tendendogli la mano.
Deianira gli sorrise. "Abbiamo pensato, se vi va, di pranzare assieme.
C'è anche un amico comune, che ha voglia di vederti e di sapere
dei tuoi viaggi".
Si incamminarono verso il ristorante. Ilaria e Deianira parlottavano tra
di loro. Lorenzo e Gabriele le seguivano, qualche passo più indietro.
Sulla porta del ristorante trovarono Giulio, un funzionario dell'Accademia
che aveva in più occasioni dato ad Gabriele delle indicazioni preziose
sul suo lavoro.
"Alla buon'ora. Non ti vedo da una vita. Ciao Ilaria. Lorenzo. Deianira".
Giulio prese sottobraccio Gabriele ed entrarono nel ristorante.
Finito di pranzare, Giulio invitò gli amici a casa sua per un caffè.
Voleva discutere, al riparo da orecchie indiscrete, degli ultimi passi
fatti da Gabriele nella sua ricerca.
Nel salone, dal soffitto affrescato, si sedettero su divani che facevano
corona al focolare secentesco nel quale ardeva un ciocco di faggio. Giulio
offrì il caffè e distribuì i bicchieri per un liquore.
"Dimmi. A che punto sei arrivato?".
"Sai dell'Austria. L'incontro con Kircher mi ha portato in Egitto.
Agli egizi si sono attribuiti la conoscenza dell'alchimia, l'abilità
nel compilare oroscopi, l'arte dei tarocchi, capacità magiche.
Tutte qualità di grande interesse, ma l'aspetto più importante,
a cui si è fatta attenzione solo negli ultimi anni, è il
rapporto tra i grandi templi costruiti sulla terra, nei pressi del Nilo
e quelli naturali, disposti sulle rive del grande fiume celeste".
"Vuoi dire le costellazioni?".
"Certamente, ma non solo. C'è un rapporto voluto e preciso
tra il microcosmo, sapientemente costruito, e il macrocosmo, tra l'uomo,
le piramidi e il cielo".
"Cosa intendi dire?".
"Le proporzioni della piramide contengono il rapporto aureo. Il rapporto
tra il perimetro di base e l'altezza della piramide è 6,288, ossia,
con approssimazione sbalorditiva per quei tempi, il doppio di π.
Due volte π è uguale al rapporto tra la lunghezza di una circonferenza
e il suo diametro. Non è sbalorditivo?".
"Si, ma indica solo una grande capacità costruttiva e conoscenze
di matematica".
"All'altezza della Camera del Re c'è un punto nel quale senti
una grande energia, come se quel punto facesse da amplificatore. E' la
stessa sensazione che si prova a Castel del Monte, dove sono stato con
Silvio. La grande piramide simboleggia la terra ed è un libro di
pietra in grado di trasmettere ai posteri le profonde conoscenze degli
antichi. Oltre ad essere perfettamente orientata a Nord, si trova al centro
di un quadrante geometrico formato dal Delta del Nilo".
"Vuoi dire che è stata costruita secondo un criterio esoterico?".
"Nel Libro dei Morti, scritto secondo la leggenda dal dio Thoth,
sono citati i passaggi e le camere che trovano una sorprendente riscontro
in quelli della Grande piramide".
"Un percorso evolutivo per giungere alla vera conoscenza?".
"Già. La Grande Piramide sarebbe la Casa della saggezza e
il rituale egizio della rinascita del Faraone, ad un certo punto, diventa
simile al percorso del Flauto Magico di Mozart, un'opera che, come tu
sai, è di ispirazione massonica".
"Noto che la Massoneria è stata una indicazione piena di sorprese
positive per la tua ricerca".
"E' vero, ma le sorprese non sono finite. Orione-Osiride ha la mano
tesa verso le Eiadi, della costellazione del Toro, il cui dorso è
costituito dalle Pleiadi, e il suo piede volge verso Sirio. Ebbene, due
condotti della piramide di Cheope guardano verso la cintura di Orione
e verso Sirio".
"E tutto questo cosa significherebbe?".
"Sirio, che secondo alcune teorie conterrebbe la chiave evoluzionistica
dello sviluppo della Terra, è sempre stata dipinta come una stella
a cinque punte, un simbolo universale, presente anche nei rituali massonici".
"I parallelismi sono davvero singolari".
"C'è di più. L'imbalsamazione e i rituali legati alla
morte e alla rinascita del Faraone sono legati ai cicli stellari. Il segreto
della rinascita andò perduto con la morte violenta del Faraone
Seqnerîe Te'o II e con essi tutto quanto riguardava la religione
astrale, alla quale gli Hyksôs sostituirono l'adorazione di Seth,
antagonista di Osiride, dio del caos e del serpente Apôpee".
Deianira, a quest'ultimo passaggio parve essere particolarmente interessata.
Gabriele si ricordò di quella sua teoria sul serpente piumato,
ma evitò di parlarne. Preferì condurre la conversazione
sull'ipotesi che gli si era formata nella mente.
"Penso - disse rivolto a Giulio - che la chiave di questi segreti
stellari non sia andata completamente perduta. Probabilmente altri popoli
la conoscevano e ho la sensazione che molti elementi indicanti nei Templari
e nella Massoneria i depositari del segreto di rinascita che fu sostituito
a quello perduto con la morte violenta del Faraone, possano anche suggerire
la via per ritrovare le tracce dei riti originari".
"Credi di averla trovata quella via?", chiese Ilaria.
"Penso sia in Inghilterra, forse anche in Bretagna. A Castel del
Monte un amico di Silvio mi ha dato un'indicazione interessante".
"Sei di nuovo in partenza", gli disse ironico Lorenzo.
"In partenza? In viaggio perpetuo. La "cerca" non finisce
mai, ma ammetto che sono stanco".
Avrebbe voluto aggiungere che il suo desiderio maggiore era di stare vicino
a Ilaria, di non lasciarla più, ma temeva una sua reazione. Si
limitò a stringerle la mano e a tenerla fra le sue. Si era fatta
sera e il treno lo aspettava. Ripartì con la speranza che quell'incontro,
quel dono del cristallo, quella giornata serena potessero cambiare i pensieri
della donna che sentiva di amare oltre ogni limite del possibile.
Dopo qualche giorno di riflessioni e di messa a punto dell'itinerario
partì per Chartres. |