| Capitolo
XX |
L'INCANTESIMO |
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Il messaggio di Amergin era arrivato a Pietro durante la notte precedente ad una spedizione a Cevo, l'8 di giugno. Gli amici non finivano di stupirsi per quelle comunicazioni e la curiosità cresceva in ragione della complessità dei messaggi. Quel giorno a Cevo pioveva a dirotto e a tutti parve opportuno tornare a casa a dedicarsi alle traduzioni. Il primo significato li fece rabbrividire e commuovere per la struggente bellezza con cui Amergin descriveva la propria morte. Il messaggio era arrivato parte in italiano e parte nella lingua antica. Nella parte in italiano Amergin, dopo essersi definito "druida in Armor" parlava della sua morte e del ritorno nella terra di Manannan Mac Lyr. La parte arrivata nella lingua antica era coerente con quella in italiano, ma gli amici ormai sapevano che le traduzioni dovevano essere tre, quanti erano i significati dei messaggi. Pietro credeva nella reincarnazione e da tempo sentiva una strana attrazione per la Bretagna. Più volte si era chiesto se questo non fosse stato il segno di una sua precedente esperienza di vita, ma solo recentemente aveva sognato un luogo vicino al mare, al quale si sentiva particolarmente legato: una grande spiaggia, le alghe, una vela bianca che si allontanava sull'orizzonte. Gli era parso che quel sogno si riferisse a tempi lontani, ad un passato che ricompariva alla sua memoria attraverso le maree dell'inconscio. Ora quel messaggio
rimuoveva in lui i brandelli di un passato che, forse, gli apparteneva. L'incantesimo? Nell'esperienza
già sorprendente degli amici entrava un nuovo elemento, che apriva
nuovi scenari. Chi era colui che veniva definito "l'innocente",
"il limpido" e perché era imprigionato La seconda parte
diceva: C'era qualcosa da fare? Un luogo dove andare? Gli amici pensarono di aver sbagliato qualcosa nell'uso dei vocabolari. Del resto nessuno di loro aveva la minima esperienza riguardo al gaelico e solo la fortunata presenza di un sistema on line che forniva interpretazioni incrociate aveva permesso di mettere mano all'impresa di tradurre. Decisero di rivedere tutto daccapo. Ricomposero le parole e tentarono altre possibili suddivisioni dei suoni. La prima riga fece
emergere una terza possibile traduzione. Il testo diceva: "Quasi
sulla collina". La seconda riga dava un'indicazione: "Gira fuori
circa una spanna e non oltre la roccia sul precipizio". Le righe
successive non davano altri risultati che quelli delle prime due versioni,
ma la quinta metteva in evidenza un particolare nuovo: "Interdetto
lo spazio aperto dalla pietra angolare". |
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